COMUNICATO STAMPA DEL 27.01.2026

Comunicato stampa del 30.09.2025 “Che sarà di noi…”
Settembre 30, 2025

“Aspettando di diventare…..più grandi e più belli”

Nell’attesa di vedere in esecuzione gli appalti programmati da Aeroporti di Puglia S.p.A. (pare manchi poco all’inizio effettivo degli stessi lavori) non possiamo che evidenziare alcune preoccupazioni relativamente al potenziamento delle rotte estive della compagnia Aeroitalia da e per il “Gino Lisa” al di là delle due note tratte Foggia – Milano Linate e Foggia – Torino.
È evidente che, per quanto importanti, queste sole due tratte (specie il recente ritorno del Foggia – Milano Linate), non possano, da sole, alzare il numero dell’incoming che il territorio vorrebbe raggiungere al quarto anno di apertura dello scalo.
Nei mesi di novembre e dicembre 2025, per come diffuso anche dalla stampa locale, lo scalo di Foggia avrebbe raggiunto circa 10 mila passeggeri, certamente un numero più che soddisfacente specie alla luce della nota crisi che si è affrontata nemmeno qualche mese prima con la “triste” uscita di scena della distinta compagnia greca della Lumiwings.
Numeri che, però, ci impediscono comunque di sognare un distinto afflusso di passeggeri che possa rendere davvero più importante lo stesso aeroporto “Gino Lisa” che resta allo stato più vincolato ad una previsione 2026 certamente non superiore ai 100.000 passeggeri.
Ma quali sono le reali criticità di questo aeroporto allo stato?
Chiaramente, in primis, l’assenza di un distaccamento dei VV.FF. che possa garantire una categoria antincendio importante per crescere ed attirare altre compagnie aeree.
È da tempo che se ne parla ma si continua a non vedere la luce in tal senso.
Sul punto è chiaramente chiamata in causa la politica affinchè dia peso ed esecuzione alle richieste del territorio.
Seguono, a nostro avviso, poi ancora alcune criticità sulla pista, forse ancora troppo piccola, o comunque non interamente sfruttata nei suoi 2.000 metri, priva del sistema di navigazione ILS, quello che guida gli aerei durante l’atterraggio in pista, come si è potuto ancora ravvisare nel solito mese di dicembre quando sono bastate alcune condizioni metereologiche per determinare dei ritardi, dei dirottamenti verso altri scali o addirittura la cancellazione dello stesso volo.
Ovviamente parlando di una sola compagnia, con sole tre tratte operative a dicembre, il dato ha acquistato inevitabilmente maggiore peso rispetto ad altri aeroporti che, anche in tali uguali momenti critici, hanno comunque evitato di vedere “vuoto” il proprio aeroporto.
Sempre secondo il nostro umile giudizio anche la presenza di una sola compagnia, per quanto migliore certamente della precedente, continua ad essere un forte limite per la crescita di questo scalo regionale, inidoneo ad offrire così soluzioni alternative e a garantire anche quella offerta differenziata che altrove è solo margine di crescita.
In tal senso è pregiudizievole l’assenza di compagnie Low-Cost che sono e restano i cavalli di battaglia degli aeroporti di Bari e Brindisi; né si può pensare che il progetto Puglia SKY possa essere la sola risposta commerciale per l’alternativa ad Aeroitalia.
In tutto questo ovviamente l’aerostazione certamente oggi è inadeguata ed obsoleta; per fortuna in attesa dei suddetti lavori di riqualificazione funzionale che comunque necessiteranno ancora di tempi lunghi per concludersi rispetto certamente alla prossima stagione estiva.
I numeri per questa estate saranno dunque quelli visti più o meno nelle scorse stagioni magari anche con un 10% in più?
L’auspicio è chiaramente quello di veder attivate al più presto quelle diverse tratte nazionali ed internazionali che possano portare ulteriori turisti sul nostro territorio a partire dalla primavera e fino alla fine dell’estate 2026 e che possano, contestualmente, offrire anche una possibilità di traffico passeggeri in uscita verso località appetibili turisticamente.
L’aeroporto ha numeri potenziali ancora non esplorati, di questo ne siamo convinti e speriamo che tutti ne siano convinti, a partire dagli stessi operatori turistici del territorio a cui rivolgiamo l’appello finale affinchè possano essere quel fondamentale motore di crescita dello scalo che non può essere solo un “affare o questione” di natura politica e/o sociale.
Il nostro aeroporto deve necessariamente guardare al futuro e all’autosostenibilità commerciale se vorrà diventare un grande aeroporto.