

Lunedì 16 e martedì 17 marzo siamo stati graditi ospiti dell’Associazione “Chef del Mediterraneo” alla Fiera di Foggia “Gate & Gusto”.
Due giornate intense, partecipate e piene di contenuti che hanno evidenziato, in particolar modo, come la Capitanata può veramente crescere solo integrando le infrastrutture strategiche sussistenti, come l’aeroporto “Gino Lisa” di Foggia, con il sistema di accoglienza, con l’attività agricola del territorio e lo sviluppo della cultura gastronomica.
In questa ottica l’opportuno invito degli organizzatori al Comitato Vola Gino Lisa ci ha permesso di puntualizzare, a tutti gli invitati e ai presenti, come, attualmente, l’aeroporto di Foggia, nonostante i buoni numeri degli anni di 2022 (per solo tre mesi), 2023, 2024 e 2025 frutto di una sola compagnia, con poche destinazioni nazionali e per di più non Low-Cost, non abbia assolutamente ancora potuto offrire al sistema turistico di Capitanata quel vero apporto che oggi noi riteniamo ancora fondamentale per poter celebrare una vera vittoria.
I numeri offerti, è stato evidenziato nell’occasione, dimostrano, in maniera implacabile, se rapportatati agli altri scali operativi del territorio, che il nostro aeroporto è, oggi, assolutamente non in grado di reggere una qualsiasi sfida commerciale.
Nel 2025 peggio del “Gino Lisa”, il cui dato passeggeri si attesta a n. 69.151, hanno fatto solo l’aeroporto di Brescia, con n. 8.320 passeggeri, ma con una chiara vocazione al cargo, l’aeroporto di Grosseto, con n. 4.269 passeggeri, e l’aeroporto di Taranto-Grottaglie con n. 721 passeggeri, anche quest’ultimo però con una vocazione al cargo.
Tutto questo, è stato spiegato, precisando però che il problema dell’aeroporto di Foggia oggi non è incentrato sulla domanda del territorio, come magari forse anche imputabile in passato, ma sull’assenza di una concreta offerta di destinazioni di volo, nazionali ed internazionali soprattutto, capaci, nel tempo, di fidelizzare, in primis, gli utenti e portare, di seguito, il numero di movimenti e di passeggeri a livelli certamente più competitivi nel quadro nazionale degli scali e al di là del fatto che il nostro aeroporto è solo d’interesse regionale e in più con il limite del SIEG.
Allo stato nemmeno i sussistenti accordi interline tra “Aeroitalia” e “Air France” –“KLM” offrono quelle idonee garanzie per affermare che è stata attivata una vera strategia capace di far crescere il nostro scalo, con numeri internazionali oggi pari a zero, e soprattutto favorendo l’ingresso auspicato dei turisti stranieri sul nostro territorio, specie dalla Francia.
Nella seconda giornata ci siamo più concentrati, stante anche l’assenza dell’ospite più importante per noi, ossia il Presidente di Aeroporti di Puglia, sul concetto di bellezza e di funzionalità della struttura che oggi purtroppo chiaramente manca.
È noto che dovrebbero cominciare quei lavori di restyling dell’aerostazione e di ampliamento delle piazzole per rendere più moderno e più operativo il Gino Lisa; ma forse è meno noto che i lavori di abbellimento difficilmente andranno ad aumentare gli attuali spazi di funzionalità della stessa struttura; fatto questo che inevitabilmente rischia, in futuro, di rendere l’aerostazione inidonea per numeri di passeggeri importanti per come ci auspichiamo tutti possa, anzi debba, in futuro crescere lo scalo.
Sul punto, oggi, cogliamo l’occasione per suonare il solito nostro isolato campanello d’allarme sulla sussistenza di un “masterplan”, depositato nell’interesse di Aeroporti di Puglia Spa, sulla rifunzionalizzazione dello scalo di Foggia, scaricabile sul sito del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, in cui è riportato, oltre al dato storico, anche un dato previsionale di crescita dei passeggeri e dei movimenti che dovrebbero interessare il nostro aeroporto nei prossimi anni, ben oltre l’anno del 2029, termine finale della concessione del SIEG, fino ad arrivare all’anno 2035 con un dato traffico passeggeri di aviazione commerciale solo pari a n. 199.403 e un traffico movimenti, sempre di aviazione commerciale, pari a n. 3.497.
Se questo calcolo previsionale è poi corretto anche per il 2026, dove il dato è ancorato su n. 84.566 di traffico passeggeri di aviazione commerciale, e se l’offerta dei voli dell’unica compagnia operativa resterà limitata a sole due destinazioni, ci chiediamo, inevitabilmente, che senso hanno avuto le affermazioni, in conferenza stampa, dell’Amministratore Delegato di Aeroitalia, Gaetano Francesco Intrieri, quando lo stesso ha affermato che già nel 2026 avrebbe portato, almeno come obiettivo, quello stesso movimento sul tetto dei 150.000 passeggeri, sempre con un occhio chiaramente al coefficiente di riempimento dei propri voli, unico dato che ad oggi ci sentiamo unicamente di condividere in senso positivo.
La realtà, oggi, ci dice che nel primo mese dell’anno, la compagnia Aeroitalia, con gli 80 movimenti nazionali, verso le note destinazioni di Milano e Torino, ha portato unicamente un totale di movimento passeggeri pari a n. 4.193.
Difficile ipotizzare, allo stato, che alla fine dell’anno in corso, se resteranno queste le sole destinazioni, si raggiungeranno gli 84.566 della previsione di Aeroporti di Puglia Spa o meglio ancora i 150.000 passeggeri dichiarati in conferenza stampa.
Non ci piace indossare sempre i panni di chi “vede nero”, sia chiaro, lo diciamo ai nostri più attenti critici.
Vorremmo anche noi “esaltarci” della notizia degli accordi internazionali, dello scalo di Linate riconquistato e dei prossimi lavori di restyling, ma non saremmo onesti con i nostri soci e con chi realmente vuole veder crescere questo scalo ben oltre le previsioni di Aeroporti di Puglia Spa e dello stesso Amministratore Delegato di Aeroitalia.
Ci sarebbe piaciuto parlare di tutto questo nell’evento fieristico ma comprendiamo bene che forse sarebbe stato troppo e probabilmente anche fuori luogo visto il contesto e soprattutto l’assenza di un vero e proprio contraddittorio con Aeroporti di Puglia Spa, ma stante anche l’assenza dell’Assessore Regionale alle Infrastrutture e alla Mobilità, Raffaele Piemontese, quest’ultimo non invitato, per onore del vero, come ospite delle due giornate, per come noto.
Sul punto però cogliamo l’occasione per rendere pubblico che il Comitato Vola Gino Lisa ha scritto il 30 gennaio 2026 sia al Presidente della Regione Puglia che allo stesso Assessore Regionale alle Infrastrutture e Mobilità per chiedere chiarimenti circa i tempi di conclusione dell’iter per l’inserimento del distacco dei VV.FF. all’interno dell’aeroporto di Foggia, condizione fondamentale per elevare la categoria antincendio, oggi indicata solo come VI in deroga.
Ad oggi, possiamo serenamente dirlo, non abbiamo ricevuto ancora alcuna risposta nonostante il diverso tempo trascorso e questo è un vero peccato di comunicazione e trasparenza.
In conclusione ribadiamo che il nostro aeroporto deve necessariamente programmare meglio il proprio futuro per una sostenibilità commerciale e per diventare così un VERO aeroporto, garantendo al territorio quell’offerta adeguata al pari di un qualsiasi scalo nazionale oggi oggettivamente superiore al nostro.
Ringraziamo il fotografo Giorgio D. Moffa